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Contenzioso in ambito tributario e fiscale: che cos'è?

Un soggetto ha il diritto di opporsi a un provvedimento in ambito tributario e fiscale che ritiene ingiusto o non fondato. Ad esempio può succedere di ricevere avvisi di accertamento, liquidazioni, o cartelle per pagamenti che non è tenuto a saldare. In questo caso la persona coinvolta può chiedere l’annullamento del provvedimento, facendo ricorso presso la Commissione tributaria provinciale di competenza. 

E’ indispensabile ricordare che esiste un termine di scadenza per potersi opporre a livello tributario e fiscale, in particolare bisogna agire entro 60 giorni dall’avvenuta notifica dell’atto.

Il contenzioso tributario fiscale ha un costo, che dal 2011 viene definito “contributo unificato” e ha preso il posto della classica imposta di bollo. Si tratta di una cifra che può variare in base all’importo del contenzioso stesso,

Come funziona il processo tributario

Per procedere con il Processo Tributario fiscale è necessario sapere che, dal 1 gennaio 2016 il legislatore ha previsto la mediazione obbligatoria. Quindi, le parti devono cercare di trovare un accordo. L’obiettivo, infatti, è quello di risolvere sempre più liti al di fuori dei tribunali, per evitare di intasare la macchina della giustizia.

Tuttavia, se la conciliazione non avviene, si può fare ricorso presso la Commissione Tributaria Provinciale, riportando l’indicazione del documento da contestare e l’ufficio contro il quale si intende agire, l’oggetto della domanda e il nome del legale rappresentante. Il ricorso tributario e fiscale viene considerato inammissibile se mancano delle informazioni e se queste sono imprecise.

Per avviare il Processo Tributario fiscale, bisogna poi notificare il ricorso alla controparte.

Come accade negli altri ambiti del diritto, anche in un Processo Tributario è possibile contestare la sentenza di primo grado.

Il processo tributario telematico

Dal 1 luglio 2019 è divenuto obbligatorio il Processo Tributario Telematico.

Le parti processuali devono effettuare la registrazione al Sigit, ovvero al Sistema Informativo della Giustizia Tributaria, collegandosi al Portale della Giustizia Tributaria, e seguendo le informazioni presenti. Per procedere è necessario possedere un indirizzo di posta elettronica certificata, PEC, e una firma digitale.

Grazie alla modalità telematica i soggetti possono depositare velocemente gli atti processuali, anche i ricorsi, e consultare in qualsiasi momento il fascicolo della controversia.

Ad ogni modo, il Processo Tributario Telematico mira anche a rendere più flessibile e snello il procedimento. Per questo motivo l’obiettivo sarà anche quello di potere effettuare udienze a distanza, anche se non sono ancora state definite le regole in merito.