Molto spesso si tende a considerare l'alienazione parentale solamente dal punto di vista psicologico. Eppure si tratta di una situazione che può essere anche perseguita dalla legge.
Quando si parla del rapporto tra genitori e figli e tra i genitori stessi si tende sempre a soffermarsi sugli aspetti educativi, sulla complicità che si instaura con il proprio figli, sulle esperienze che si fanno insieme. Viene descritta la classica famiglia felice, del "Mulino Bianco", ma non è sempre tutto rose e fiori.
Capita a volte che mamma e papà non stiano più bene insieme e decidano di dividersi, di percorrere due strade diverse. Può succedere che si decida di rimanere in buoni rapporti, per il bene del figlio. Altre volte, però, mantenere un rapporto civile diventa difficile. In alcuni casi, a rimetterci sono proprio i bambini e può capitare che si verifichino episodi di alienazione parentale. In alcuni casi previsti dalla legge si può sfociare anche in fatti illeciti.
L'alienazione parentale si verifica nel momento in cui il genitore affidatario viola il diritto che il figlio ha nel mantenere un rapporto sano ed equilibrato con l'altro genitore e di conservare rapporti continuativi con lui e con i suoi parenti. Il mancato rispetto delle visite programmate dal Giudice, frasi denigratorie, insulti o false accuse di violenze o trascuratezza possono essere alcuni degli esempio che il genitore, in questo caso definito "alienante", utilizza per allontanare il minore.
Crea una realtà distorta agli occhi del bambino o del ragazzo che, a questo punto, di sua volontà può rifiutarsi di vedere l'altro parente. Si viola così la legge.
L'articolo 337 ter del Codice Civile recita infatti che "il figlio minore ha il diritto di mantenere un rapporto equilibrato e continuativo con ciascuno dei genitori, di ricevere cura, educazione, istruzione e assistenza morale da entrambi e di conservare rapporti significativi con gli ascendenti e con i parenti di ciascun ramo genitoriale".
Sempre all'interno del Codice civile si fa riferimento al diritto alla bigenitorialità, in cui ogni genitore ha il diritto ed il dovere di prendersi cura della propria prole in eguale misura. Prevede infatti che:
"La responsabilità genitoriale è esercitata da entrambi i genitori. Le decisioni di maggiore interesse per i figli relative all'istruzione, all'educazione, alla salute e alla scelta della residenza abituale del minore sono assunte di comune accordo tenendo conto delle capacità, dell'inclinazione naturale e delle aspirazioni dei figli. In caso di disaccordo la decisione è rimessa al giudice. Limitatamente alle decisioni su questioni di ordinaria amministrazione, il giudice può stabilire che i genitori esercitino la responsabilità genitoriale separatamente. Qualora il genitore non si attenga alle condizioni dettate, il giudice valuterà detto comportamento anche al fine della modifica delle modalità di affidamento".
Anche in caso di separazione, quindi, sono competenza di entrambi i genitori:
Attraverso l'alienazione parentale, si viola questo diritto. Il minore diventa dipendente dal genitore alienante tanto da assecondare la distorsione della realtà creata.
L'alienazione parentale è molto rischiosa per i minori. Dal punto di vista psicologico può creare danni enormi ed è per questo che viene considerato un reato perseguibile per legge. Il genitore alienante può subire delle conseguenze sia civili che penali:
L'alienazione parentale non può essere considerata una patologia patologica, ma è conseguenza di una situazione creata da uno dei membri della famiglia che dovrebbe tutelare l'integrità fisica e morale del minore. In ogni caso, in caso di sospetto di alienazione parentale, è bene rivolgersi ad un avvocato esperto in materia che saprà consigliare sul da farsi.
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