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Factoring: cos'è e come funziona?

Il Factoring è uno strumento finanziario particolarmente vantaggioso per tutte quelle imprese che hanno contratti di fornitura continuativi con altre aziende e hanno necessità di anticipare il credito e ridurre i tempi di pagamento. 

Cos’è il factoring?

Negli ultimi anni la necessità delle imprese di ottenere credito per tenere sotto controllo i flussi di cassa è cresciuta a dismisura, anche a causa delle molte difficoltà che spesso si incontra nella riscossione dei pagamenti da parte dei debitori.

È proprio per questo che il ricorso al factoring è diventato uno strumento sempre più indispensabile per le PMI, anche se dietro a questo termine c’è ancora molta confusione. Facciamo un po’ di chiarezza.
Il factoring è un contratto con il quale l’impresa cede a una società specializzata i propri crediti esistenti o futuri, al fine di ottenere subito liquidità e una serie di servizi correlati alla gestione del credito ceduto, cioè la loro gestione e la loro amministrazione, l’incasso e l’anticipazione dei crediti prima della loro scadenza.

La società di factoring, quindi, si assume l’onere di riscuotere l’importo dei crediti dietro pagamento di una commissione, e spesso fornisce anche finanziamenti all’impresa cliente sotto forma di anticipazioni sui crediti non ancora scaduti.

Come funziona?

Il riferimento normativo che regola il factoring è la legge n. 52 del 1991 (relativa all’acquisto dei crediti d’impresa) in cui è prevista l’esistenza di un apposito albo delle società che praticano la cessione dei crediti d’impresa. Il factoring, quindi, è un contratto atipico che trova applicazione in presenza di determinati presupposti:

  • Il cedente deve essere un imprenditore;
  • Il factor deve essere una società o ente iscritto in un albo tenuto dalla Banca d’Italia (una banca o un intermediario finanziario);
  • I crediti che vengono ceduti devono riguardare I contratti stipulati dal cedente nell’esercizio dell’impresa.

Quali sono i soggetti coinvolti?

Fatte queste premesse, i soggetti coinvolti in un un contratto di factoring sono essenzialmente tre:

  • il Factor, cioè l’operatore specializzato che si prende carico, gestisce e finanzia anticipatamente una parte dei crediti di un’impresa;
  • l’impresa che cede il proprio credito commerciale al Factor in cambio di liquidità;
  • il debitore ceduto, cioè l’azienda con la quale l’impresa cedente ha un contratto di fornitura.

Factoring: perché può essere utile?

Il ricorso al factoring è diffuso soprattutto tra le aziende che operano in settori in cui la dilazione dei pagamenti ai clienti è un fattore critico di successo, ma anche tra le PMI che lavorano con la pubblica amministrazione e spesso hanno a che fare con tempistiche di pagamento difficili da conciliare con le esigenze finanziarie dei fornitori. L’impresa cedente, infatti, riceve l’importo dei crediti ceduti, prima della loro scadenza, dedotto di un corrispettivo che costituisce il guadagno del Factor. 

Dietro il contratto di factoring, quindi, si cela una vera e propria operazione di finanziamento all’impresa cliente, che in questo modo potrà contare su una liquidità di cassa utile a pagare i propri fornitori e proseguire con l’attività d’impresa, evitando di incorrere in sofferenze dovute al ritardo dei pagamenti da parte dei clienti.

E in un periodo in cui dimostrarsi un’azienda in buona salute e regolare nei pagamenti è sempre più indispensabile, il factoring può davvero rivelarsi uno strumento di vitale importanza per le PMI.

FACTORING
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