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Impresa o Startup?

di Avv. Stefano Toro
Impresa o Startup?

Negli ultimi tempi si parla spesso di startup innovative, facendo riferimento a nuove iniziative imprenditoriali. In teoria la startup ha caratteristiche ben diverse dall’impresa tradizionale; in pratica essa ha alcune caratteristiche comuni con l’impresa (visto che non c'è startup senza impresa, ma non è vero il contrario).
E’ opportuno allora chiarire le differenze, avendo ben chiaro che, in entrambi i casi, avviare un’impresa è cosa ardua.

Partiamo dalle conclusioni: se lo startupper è un imprenditore, le basi comuni di entrambi sono i fondamenti del creare un'impresa. Mentre tutti le caratteristiche “speciali” della startup (o dello startupper) devono essere considerati degli accessori, da aggiungere al modello/progetto di impresa tradizionale.

Allora è utile capire in cosa consiste l’impresa, per poi verificare cosa serve per trasformare un progetto di impresa in startup.

Da dove partire per avviare un’impresa?

Per creare un’impresa sono necessari

  1. un progetto
  2. persone e mezzi per portare avanti il progetto
  3. soldi


Una volta elaborato il progetto (eventualmente confrontato con tipologie simili nello stesso settore) ed individuato il luogo dove iniziare – studiando i possibili concorrente - il potenziale imprenditore comincia a cercare le risorse economiche.

Leggi Anche: Incubatori start up: che cosa sono e come funzionano?

E per fare una startup?

L’ideatore di un progetto innovativo ha bisogno di:

  1. una idea innovativa
  2. un team per svilupparla
  3. soldi

Spesso si sopravvaluta l’idea e si sottovaluta l’esecuzione del progetto. In realtà anche le migliori idee falliscono per colpa del team (ovvero della capacità di trasformare l’idea in un progetto sostenibile.

Apparentemente le due situazioni si somigliano molto, cambiano i termini:

  1. l'imprenditore parla di business plan, lo startupper invece di business model canvas (se non sai cos’è clicca qui http://www.businessmodelcanvas.it/business-model-canvas/ )
  2. l'imprenditore ha in mente soci e/o dipendenti, lo startupper invece un gruppo di founder e di partner
  3. l'imprenditore immagina il capitale sociale (prestato dalle banche), lo startupper pensa al capitale di rischio (in genere messo a disposizione da business angels, venture capitalist etc)

Allora quali sono le differenze tra impresa e startup?

La differenza è apparentemente banale: la startup ha ad oggetto un progetto innovativo (ovvero ancora non presente sul mercato) e scalabile (cioè replicabile in dimensioni sempre più grandi, con profitti crescenti in modo più che proporzionale). Queste caratteristiche mancano all’impresa tradizionale.

Leggi Anche: Come creare una start up: breve guida

Facciamo un esempio: aprire un ristorante non è innovativo (anche se cercherò di distinguermi dai concorrenti) e non è scalabile (se apro una catena di ristoranti, i ricavi saranno proporzionali al numero dei ristoranti aperti).

La commercializzazione di un prodotto basato su un brevetto è un’impresa innovativa (perché l’oggetto è nuovo) e scalabile (perché le applicazioni del brevetto sono molte e consentono di moltiplicare molte volte il valore della singola applicazione del brevetto stesso).

Ma più in generale ciò che distingue l'imprenditore dallo startupper è l'approccio e lo spirito:

  • l'imprenditore è consapevole del rischio, sia economico che personale; in genere analizza il mercato e i concorrenti
  • lo startupper, in genere giovane e alla prima esperienza, è convinto che la sua idea non possa non funzionare e crede che, se riuscirà a farsi finanziare la sua impresa avrà sicuramente successo. In genere, se l’idea è davvero nuova, si muove in un terreno incerto dove non ci sono parametri di riferimento.

Concludendo

La verità, volendo sintetizzare, è che fare impresa è difficile …. e creare una startup lo è ancora di più.

Leggi Anche: Crowdfunding: significato, tipologie e tutele

Possiamo cambiare i nomi, gli strumenti, i punti di riferimento, ma in entrambi i casi chi vuole avviare un progetto di impresa deve essere consapevole che ciò significa:

  1. studiare (il mercato, i competitor, i rischi legali/regolamentari etc) e dotarsi delle competenze giuste (siano esse interne al team, per quelle “strategiche”, siano esse comprate sul mercato, per tutti i servizi normalmente resi da professionisti specializzati nello sviluppo di progetti di impresa)
  2. impegnarsi a tempo pieno, con passione e dedizione assoluta (non conosco imprenditori part time, soprattutto nella fase iniziale)
  3. rischiare (soldi, reputazione etc)


Allora forse l'imprenditore e lo startupper non sono tanto diversi..... o forse si 🙂

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