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Nuovo Codice della Crisi d'Impresa: cosa cambia

Il 15 luglio 2022 entra in vigore il nuovo codice della crisi d'impresa e dell'insolvenza.

Con il D.Lgs n. 83/2022 è stata confermata la data del 25 luglio 2022 come momento di definitiva entrata in vigore del Codice della Crisi d'Impresa e dell'Insolvenza.

​Nuovo Codice della Crisi d'Impresa e legge fallimentare precedente

Il nuovo Codice della Crisi d'Impresa unifica, in un solo corpo normativo, la disciplina relativa alla regolazione dello stato di crisi e di insolvenza di ogni tipologia di debitore (non solo gli imprenditori commerciali, quindi, ma anche i consumatori e gli altri debitori c.d. civili).

Il 15 giugno 2022 il governo ha introdotto nuove modifiche al nuovo Codice della Crisi d'Impresa e dell'Insolvenza, in attuazione della Direttiva UE 2019/2023 riguardante i quadri di ristrutturazione preventiva, l'esdebitazione e le interdizioni e le misure volte ad aumentare l'efficacia delle procedure di ristrutturazione, insolvenza ed esdebitazione, e che modifica la direttiva UE 2017/1132. 

L'entrata in vigore del Nuovo Codice della Crisi d'Impresa e dell'Insolvenza era prevista inizialmente per il 15 agosto 2020, ma a causa della pandemia è stata rinviata al fine di recepire i principi della Direttiva sull'Insolvenza. A partire dal 15 luglio 2022 la nuova legge sostituisce la precedente legge fallimentare italiana (Legge Fallimentare, Regio Decreto n.267 del 16 marzo 1942, "LF"). 

Va ricordato che qualsiasi procedura concorsuale avviata prima del 15 luglio 2022 e ancora pendente continua ad essere disciplinata dalla legge fallimentare previgente.

​Novità del Nuovo Codice della Crisi d'Impresa

Con gli ultimi interventi normativi il legislatore prevede l'accantonamento del sistema di allerta e rende ancora più centrali le nuove misure idonee e gli assetti che consentono di rilevare subito la presenza di uno stato di crisi e intervenire ricorrendo al nuovo istituto della composizione negoziata. Con questo sistema diventa ancora più centrale per l'impresa il ruolo di strumenti di programmazione come il piano industriale e il budget. Ulteriore novità del Nuovo Codice della Crisi d'Impresa è l'impossibilità da parte dei creditori nei cui confronti operano le misure protettive di rifiutare unilateralmente l'adempimento dei contratti pendenti o provocarne la risoluzione. 

Tra gli aspetti più importanti della nuova normativa del Codice della Crisi d'Impresa ci sono: 

  • ​l' introduzione di obblighi di salvaguardia volti a rilevare le crisi aziendali e a promuovere l'adozione di strumenti a sostegno dei processi di ristrutturazione in una fase iniziale;
  • un approccio più favorevole a procedure che consentono la prosecuzione delle attività nel presupposto della continuità aziendale, rispetto a quelle che portano alla liquidazione dell'impresa;
  • disposizioni specifiche in materia di insolvenza/ristrutturazione di gruppi di imprese.

​Le 5 principali novità del nuovo Codice della Crisi d'Impresa

Le 5 principali novità del nuovo Codice della Crisi d'Impresa sono:

  • ​la definizione di "crisi": lo stato che rende probabile l'insolvenza del debitore e che per le imprese si manifesta come inadeguatezza dei flussi di cassa prospettici a far fronte regolarmente alle obbligazioni nei successivi 12 mesi;
  • introduzione di una più analitica disciplina sugli "adeguati assetti" di cui l'imprenditore (anche individuale) deve dotarsi, con lo scopo di rilevare tempestivamente la crisi, insieme alla previsione di specifici obblighi di segnalazione in capo ai c.d. creditori pubblici (Agenzia delle Entrate, INPS, INAIL) e alle banche, in presenza di determinati segnali di allarme e modifiche negli affidamenti;
  • regolamentazione organica degli strumenti di regolazione della crisi e dell'insolvenza (SRCI), la cui definizione comprende anche il nuovo piano di ristrutturazione soggetto a omologazione (PRO), che costituisce uno strumento ibrido, a metà tra gli accordi di ristrutturazione ed il concordato preventivo;
  • l'introduzione del procedimento unitario per l'accesso agli SRCI, che include anche la disciplina delle misure cautelari e protettive, la cui durata massima non potrà eccedere, nel complesso, i 12 mesi;
  • l'istituto dell'esdebitazione, che si estende anche alle persone giuridiche.

​Accantonamento del sistema di allerta

Con il nuovo Codice della Crisi d'Impresa il legislatore prevede il definitivo accantonamento del sistema di allerta, così come originariamente previsto, e rende ancora più centrali le nuove misure idonee e gli assetti che consentano di rilevare tempestivamente la presenza di uno stato di crisi e intervenire ricorrendo al nuovo istituto della composizione negoziata della crisi introdotta con il D.L. n. 118/2021, convertito nella legge n. 147/2021. Questo strumento è attivabile su richiesta dell'imprenditore, sia commerciale che agricolo, senza limitazioni di tipo dimensionale in relazione alla sua utilizzabilità.

L'imprenditore che si trova in condizioni di squilibrio patrimoniale o economico finanziario, rivolgendosi alla CCIAA di riferimento del proprio territorio può richiedere la nomina di un esperto indipendente quando risulta ragionevolmente perseguibile il risanamento dell'impresa. Il soggetto incaricato, in possesso dei requisiti previsti dall'art. 2399 c.c. e, in assenza di legami di natura personale e professionale con l'impresa, dovrà agevolare le trattative dell'imprenditore, avendo come obiettivo il superamento dello squilibrio patrimoniale o economico-finanziario che rende probabile la crisi o l'insolvenza.


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