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Registrare minacce datore di lavoro: è consentito?

E' possibile registrare le minacce del datore di lavoro? Al lavoratore è consentito effettuare delle registrazioni per difendersi da comportamenti scorretti da parte del suo titolare, a patto che a tali conversazioni partecipi in prima persona, e non avvengano con soggetti terzi.

Il mondo del lavoro, lo sappiamo bene, a volte è davvero difficile. Lavorare bisogna, certo, ma esiste un momento in cui possiamo dire: “basta”? Ovviamente esiste, ma prima di arrenderci dobbiamo capire quali sono i nostri diritti e come è possibile intervenire per migliorare la situazione in cui ci troviamo.

Trovare un posto di lavoro è sempre più complesso, ma non è un buona scusa, per non farsi rispettare, magari subendo ripetute minacce o aggressioni verbali da chi sta sopra di noi, o magari proprio dal nostro datore di lavoro. 

Le minacce che ricevi hanno conseguenze nella tua vita?

I comportamenti che ingiustamente subiamo durante le ore lavorative, possono peggiorare anche la nostra vita privata. Nonostante si dica che, fuori dalle mura degli uffici o di una fabbrica, non si deve parlare di lavoro, è inevitabile farlo, e quindi rischiamo di contaminare anche le nostre relazioni sociali, magari con lamentele continue.

Ma le cose potrebbero anche essere peggiori, infatti le continue minacce, potrebbero causare stati di depressione, da non sottovalutare. 

Quindi è necessario prendere coraggio e iniziare a farsi rispettare. Per farlo dobbiamo avere le prove concrete di quanto sta succedendo. 

Hai pensato a come potresti porre fine alle minacce?

Ammettilo, ci hai pensato anche tu molte volte, a come potresti incastrare il tuo capo, e dimostrare come si comporta nei tuoi confronti. Tra le varie ipotesi hai sicuramente immaginato di registrare le conversazioni, ma non sei sicuro che sia legale.

In un certo senso hai fatto bene a fermarti un attimo per capire come agire nel modo corretto, in questo ambito, infatti, il confine tra cosa è lecito e cosa invece è illecito, è davvero sottile.

Di seguito, proveremo a ragionare insieme sulla questione, cercando di capire come procedere per ottenere i risultati sperati.

Registrare minacce datore di lavoro: posso farlo?

E’ da diverso tempo ormai che ricevi ripetute minacce dal tuo datore di lavoro, e sei arrivato al limite della sopportazione. Hai già pensato più volte di andartene in quanto la situazione è davvero pesante, ma non l’hai ancora fatto perché pensi non sia giusto. 

A sangue freddo hai iniziato a pensare che forse esiste un modo per fermare tale comportamento: vuoi registrare le minacce del tuo datore di lavoro.

La domanda che ti poni adesso è se registrare una conversazione ad insaputa di altri corrisponde a un reato, oppure se è consentito dalla legge.

Stiamo parlando, quindi, di nascondere un registratore da qualche parte, in tasca, all’interno di una borsa, o in altri posti e registrare tutto ciò che viene detto, senza che l’altro ne sia consapevole.

Casi in cui è possibile registrare una conversazione

Attenzione, però, si può agire in questo modo solamente in alcune condizioni:

  • anche tu che registi devi essere partecipe alla discussione, quindi non puoi lasciare il telefono o un altro apparecchio acceso e andare in un’altra stanza o luogo
  • inoltre, non può avvenire nei luoghi privati, come l’abitazione o uno studio. Non è considerato illecito invece registrare dialoghi all’interno di un’auto, e in tutti i luoghi pubblici.

Ma, l’ambiente di lavoro è considerato un luogo pubblico o privato?

La giurisprudenza lo considera come una “dimora privata”, quindi, le registrazioni all’interno di un ufficio, ad esempio, sono considerate illegittime. Ci sono però delle deroghe a questo principio: in alcuni casi essa è consentita se finalizzata a far valere un diritto.

Ti ricordiamo che è possibile registrare conversazioni che avvengono dal vivo, quindi face to face, ma anche le telefonate che intercorrono tra te e il tuo capo.

Casi in cui è non possibile registrare una conversazione

Non ci sono permessi speciali, invece, per quanto riguarda il divieto di registrare solamente dialoghi tra persone terze. Se, infatti, non sei presente nella conversazione che riguarda solamente altre persone, si parla di intercettazione.

Registrare minacce datore di lavoro: come uso la registrazione?

Sei riuscito a registrare una conversazione tra te e il tuo capo, dove quest’ultimo ti minaccia palesemente, con insulti e ricatti. Hai tra le mani la prove del suo comportamento scorretto.

Come abbiamo detto, non sarebbe possibile effettuare registrazioni di nascosto all’interno del luogo di lavoro, se non in caso di legittima difesa, e per avere quindi le prove da portare in giudizio.

La registrazione tra te e il tuo capo deve avvenire, in ogni caso, rispettando i limiti importi dalla legge.

La registrazione serve per tutelare i tuoi diritti

Devi tenere presente che puoi usare la registrazione come prova di un comportamento negativo portato avanti dal tuo datore di lavoro, e non per altri motivi. In particolare la puoi utilizzare:

  • quando si tratta di un’azione necessaria per tutelare i tuoi diritti in giudizio, ad esempio per cause di mobbing, ricatti, minacce, abusi, insulti e altre condotte negative del datore di lavoro.
  • il diritto alla difesa è valido anche per il periodo antecedente all’instaurazione del processo, in quanto avere determinati dati a disposizione è necessario per valutare la decisione di denunciare o meno un fatto.
  • i dati raccolti devono essere usati solamente con lo scopo di difendersi. Non è consentito diffondere il contenuto per diffamare il soggetto coinvolto.

Registrare minacce datore di lavoro: verrò licenziato?

Ora, ti poni un’ulteriore domanda, hai registrato la conversazione che può inchiodare il tuo capo in giudizio, ma non sai cosa succederà dopo. Sarai licenziato?

Il tuo comportamento non è punibile con sanzioni disciplinari, in quanto hai agito esclusivamente per tutelare i tuoi diritti. La registrazione, quindi, non rappresenta un venire meno al tuo obbligo di fedeltà verso l’azienda, in quanto dipendente regolare.

Non si tratta, infatti, di essere fedeli o meno, ma si dimostrare che i tuoi diritti come persona erano stati lesi, con ripetute minacce e insulti, che sono ammessi sul luogo di lavoro.

E se il datore di lavoro viene assolto in giudizio?

Nemmeno in questo caso rischi il posto di lavoro, infatti, non è considerato un licenziamento per giusta causa avere denunciato un comportamento scorretto all’interno dell’azienda.

Rischieresti il tuo posto solamente agendo in malafede, cercando quindi di incastrare in qualche modo il tuo superiore, con prove finte e con racconti falsi.

Ovviamente potresti non avere più voglia di lavorare nella stessa azienda, ma questa è una tua decisione, che potrai valutare anche i base alle alternative che hai a disposizione.

​Il parere della Suprema Corte

Anche la Suprema Corte si è espressa sul tema delle registrazioni del datore di lavoro. L'Ente ha infatti dichiarato che può essere effettuata senza che il capo lo sappia solo in particolari circostanze, ovvero:

  • ​si renda necessario far valere un diritto;
  • utilizzare le registrazioni solamente durante il processo per il tempo strettamente necessario.

Diffondere conversazioni all'insaputa dei soggetti coinvolti va infatti contro la legge che tutela i dati personale. Proprio il Codice sulla Privacy recita che: "far valere o difendere un diritto in sede giudiziaria, sempre che i dati siano trattati esclusivamente per tali finalità e per il periodo strettamente necessario al loro perseguimento, nel rispetto della vigente normativa in materia di segreto aziendale e industriale".

LAVORO DIRITTO AL LAVORO MINACCE AVVOCATO DEL LAVORO
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