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Lavoro e diritto

Il diritto del lavoro serve a regolare i rapporti tra datore e lavoratore, ma anche l’interesse economico, la libertà, la dignità e la personalità dei soggetti coinvolti. Da un punto di vista prettamente giuridico il datore e il lavoratore sono sullo stesso piano, in una situazione di parità, mentre da un punto di vista economico il lavoratore è in una posizione inferiore.

Per questo motivo le leggi in materia di diritto del lavoro hanno lo scopo di tutelare soprattutto i dipendenti, e si possono raggruppare in:

  • Diritto del lavoro in senso stretto: cioè la definizione dei contratti, e dei ruoli;
  • Diritto sindacale: le contrattazioni collettive;
  • Legislazione sociale: i rapporti tra Stato, datori e lavoratori, in merito alla previdenza e assistenza sociale.

Le norme che regolano il diritto del lavoro derivano da diverse fonti, in particolare sovranazionali, nazionali, contrattuali.

Il contratto di lavoro

Per dare inizio a un rapporto lavorativo è necessario che le parti coinvolte stipulino un contratto. Quindi lavoratore e datore devono trovare degli accordi in merito alle attività da svolgere, ai relativi orari e alla remunerazione.

Nel contratto di lavoro è importante che vi siano i seguenti requisiti oggettivi e soggettivi:

  • capacità giuridica: idoneità a possedere diritti e doveri, si acquista con la nascita e si perde solo con la morte;
  • capacità di agire: idoneità a compiere atti giuridici, che si può ottenere con la maggiore età;
  • capacità giuridica speciale: idoneità a prestare un’attività lavorativa, che si raggiunge con i 16 anni di età;
  • accordo: rappresentato dal punto d’incontro tra la proposta e l’accettazione, effettuata tra le parti;
  • forma: è libera, nel senso che il contratto scritto non è sempre obbligatorio, e le parti possono decidere come accordarsi;
  • causa: funzione economico sociale del contratto, determinata dalla prestazione lavorativa e dalla retribuzione.

Lavoro subordinato o autonomo

Come descritto dall’art. 2094 del codice civile, il lavoro subordinato avviene quando un soggetto si obbliga a compiere alcune attività intellettuali o manuali sotto la direzione di un imprenditore e con una retribuzione. Il rischio in merito al risultato è a carico del datore di lavoro.

Il lavoro autonomo, invece, viene svolto prevalentemente senza vincoli di subordinazione e il lavoratore può operare con piena discrezionalità per quanto riguarda al tempo, al luogo e alle modalità.