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Saldo e stralcio delle cartelle: come funziona?

Il saldo e stralcio delle cartelle è un provvedimento della pace fiscale 2019. Inizialmente stralciato dal decreto fiscale verrà reintrodotto dal Governo con un emendamento al Senato. La misura consente alle persone con problemi economici di fare “pace” con il fisco, pagando una quota ridotta.

​Ne abbiamo sentito parlare davvero molto, ci sono state notevoli polemiche e discussioni in merito, ma ora il famoso saldo e stralcio è diventato una realtà.​​

Nel decreto legislativo 119/2018, non era stato inserito tale provvedimento, assieme alle altre misure in tema di pace fiscale, ma ora il Governo ha cambiato idea, e ha introdotto il condono tramite un emendamento.​​ Molti italiani, quindi, avranno la possibilità di risolvere i loro problemi con il fisco, pagando meno del dovuto, uscendo così da una brutta situazione.

Non è però una possibilità offerta a tutti i cittadini, in quanto si tratta di un provvedimento volto ad aiutare chi si trova in difficili condizioni economiche.

Vediamo allora di capire nei dettagli di cosa si tratti e quali sono i requisiti per potere fare domanda all’Agenzia delle Entrate.

Saldo e stralcio delle cartelle: cosa significa?

Il saldo e stralcio delle cartelle è un modo per consentire ai soggetti che hanno un debito con il fisco italiano, di sistemare la situazione, pagando solo una parte di quanto dovuto.​

Alcuni lo definiscono un vero e proprio condono, altri smentiscono tale affermazione, in ogni caso le polemiche al riguardo sono davvero molte. Ma,il nostro scopo è quello di capire meglio di cosa si tratta, tralasciando le discussioni politiche.

Si tratta, in ogni caso, di una modalità in grado di aiutare molte persone a mettere una pietra sugli errori del fatti, ripartendo da zero.

Avere il peso di una cartella, o più, di Equitalia da pagare è un incubo per molti italiani, che a volte non ci dormono la notte. Ora, per alcuni la situazione può trovare un lieto fine. E’ possibile infatti chiudere i conti con il passato, in tutti i sensi.

Questa particolare misura di pace fiscale, però, non è destinata a tutti i soggetti in debito con lo Stato italiano. Il provvedimento ha lo scopo di aiutare i più deboli, cioè coloro che si trovano in una situazione di difficoltà e non potrebbero pagare l’intera somma delle cartelle esattoriali.

Saldo e stralcio delle cartelle: chi ne ha diritto?

Abbiamo detto che tra i provvedimenti della pace fiscale 2019, ci sono dei provvedimento in grado di aiutare i contribuenti in difficoltà economica.

In particolare, grazie al Saldo e stralcio è possibile fare fronte ai debiti contratti con l’Agenzia delle Entrate, pagando solo una parte dell’importo delle cartelle.

Si tratta di un beneficio, che il Governo inizialmente aveva tolto dal decreto legislativo, collegato alla legge di bilancio 2019, per poi decidere di riproporlo attraverso un emendamento al Senato.

Non tutti però hanno la possibilità di aderire al saldo e stralcio, in quanto la misura è stata creata ad hoc per sostenere i soggetti che non hanno molte possibilità economiche.

Per beneficiare di tale misura fiscale bisogna avere un indicatore Isee fino a 20 mila euro, cioè non superiore. In altre parole il reddito che si ricava dalla dichiarazione sostitutiva unica o Dsu è in grado di dimostrare la “ricchezza” della famiglia, e stabilire se necessita o meno di un aiuto da parte dello Stato

Saldo e stralcio delle cartelle: quanto si deve pagare?

Con un emendamento al Senato, il Governo ha introdotto una nuova opzione per la pace fiscale 2019. Una parte degli italiani che hanno ricevuto delle cartelle esattoriali possono sistemare la situazione in un modo molto favorevole.

Abbiamo già sottolineato che si tratta di una possibilità che viene data solamente a chi ha un reddito, o meglio un Isee, non superiore a 20 mila euro.

Ma, in concreto quanto devono pagare i beneficiari di questa misura?

Sono previste diverse aliquote in base all’ammontare del reddito dichiarato dal soggetto interessato, in particolare:

  • Con un Isee fino a 8.500 euro si paga il 16%
  • Con un Isee da 8.500 euro a 12.500 si paga il 20%
  • Con un Isee da 12.500 euro a 20.000 euro si paga il 35%
  • Ovviamente il reddito dichiarato attraverso l’indicatore Isee deve essere quello dell’intero gruppo familiare.

    Il pagamento dell’aliquota può essere effettuato in un’unica soluzione, oppure può essere dilazionato in 5 anni, con le seguenti rate:

  • Il primo anno: il 35% della cifra dovuta
  • Il secondo anno: il 20%
  • Il terzo anno: il 15%
  • Il quarto anno: il 15%
  • Il quinto anno: il 15% con un 2% di interessi
  • Saldo e stralcio delle cartelle: come fare domanda

    I debitori che rientrano tra i beneficiari del saldo e stralcio delle cartelle hanno la possibilità di aderire all’iniziativa presentando una domanda all’Agenzia delle Entrate. La scadenza è il 30 aprile 2019

    .La richiesta può essere inviata seguendo due diverse modalità:

    • inviando il Modello SA_ST compilato in ogni sua parte, all’indirizzo PEC della Direzione Regionale dell’Agenzia
    • consegnando il Modello direttamente a uno degli sportelli dell’Agenzia delle Entrate, compilato e firmato

    Entro il 31 ottobre 2019, poi, l’Ente provvederà a comunicare l’accoglimento o meno della richiesta del contribuente.

    In caso di esito positivo verrà comunicata la cifra da pagare, con relative scadenze e bollettini, in base alla scelta di rateizzazione.

    Se la domanda non viene accolta, invece, il soggetto verrà automaticamente incluso nella rottamazione ter delle cartelle. In questo caso non verranno fatti sconti sui pagamenti, ma solo sulle sanzioni e interessi di mora.

    Rottamazione Ter delle cartelle

    La Rottamazione ter è un’altra possibilità prevista dalla pace fiscale 2019. In questo caso non c’è la possibilità di pagare solo una quota del debito, ma vengono eliminati soltanto gli interessi maturati.

    Rientrano in questo provvedimento tutti i debiti dal 2000 al 2017, affidati agli agenti della riscossione, relativi a soggetti che:

    • non hanno mai aderito a una rottamazione
    • i decaduti dalla prima rottamazione
    • i beneficiari della seconda rottamazione, anche morosi, se hanno saldato le date scadute entro il 31 ottobre 2018 e il 7 dicembre 2018.

    Tutti coloro che non hanno aderito alla precedente rottamazione devono presentare la domanda, compilando il Modello DA 2018, entro il 30 aprile 2019.

    La nuova rottamazione prevede che gli importi vengano diluiti in 5 anni, attraverso 18 rate.

    Alcuni debiti, però, non si possono sanare, come ad esempio le sanzioni penali, o quelle non collegate a violazioni tributarie o contributive.

    AGENZIA DELLE ENTRATE PACE FISCALE LEGGE DI BILANCIO 2019
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