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Divisione ereditaria: come vengono suddivisi i beni?

La divisione ereditaria avviene quando il defunto ha più successori che diventano comproprietari dei beni che rientrano nell’eredità legittima. Se non è presente un testamento in grado di specificare le divisioni, queste possono essere richieste dai soggetti interessati.

La questione relativa alla spartizione dei beni di una persona defunta è sempre particolarmente delicata. Tralasciando i sentimenti personali che coinvolgono i parenti e i conoscenti, le situazioni più difficili da affrontare sono proprio quelle relative all’eredità.

Sicuramente abbiamo sentito tante storie di liti familiari legate alla divisione dei beni, e probabilmente in alcuni casi siamo stati toccati da vicino da faccende di questo tipo.

A volte tutto fila liscio e gli eredi sono in grado di prendere decisioni in modo pacifico, nel pieno rispetto della persona che è venuta a mancare. In altri casi, invece, i contendenti si battagliano tra loro per cercare la soluzione più conveniente.

In ogni caso dobbiamo tenere presente che per legge parte del patrimonio di un defunto spetta di diritto ai cosiddetti eredi legittimi, che sono i parenti più stretti. 

Se non è stata specificata dettagliatamente attraverso un testamento, la proprietà di un bene potrebbe risultare comune a più soggetti, che si trovano quindi nella situazione di comunione ereditaria, non sempre sostenibile.

Vediamo quindi in seguito di capire cosa possono fare gli eredi per dividere la proprietà del bene che hanno ricevuto.

Cos’è la comunione ereditaria?

Gli eredi di una persona defunta possono essere diversi, e diventare comproprietari di determinati beni come previsto dalla legge o da un testamento.

Può accadere per esempio che il marito lasci una casa alla moglie e ai due figli, rendendoli tutti proprietari dello stesso immobili, con quote diverse in base all’asse ereditario. Ma nella pratica come possono usufruire di tale bene se appartiene a tutti? 

La comunione ereditaria è quindi una particolare situazione nella quale più soggetti succedono assieme in un’unica eredità. Una circostanza di questo tipo è definita anche “incidentale” in quanto si crea in modo indipendente rispetto alla volontà dei singoli.

Per evitare il verificarsi di tale ipotesi è necessario disporre particolari indicazioni nel testamento per dividere i beni singolarmente e non lasciare quantificare il valore che spetta di diritto attraverso quote legittime da calcolare in un secondo momento.

Cosa significa divisione ereditaria?

Il procedimento di divisione ereditaria rappresenta la soluzione per determinare la reale e singola proprietà ottenuta grazie alla propria quota di eredità.

Ciascuno dei soggetti coinvolti può ottenere in questo modo la titolarità esclusiva di una parte del bene in oggetto, che precedentemente era in comune.

Devono, però, ricorrere alcuni presupposti per consentire una divisione ereditaria, in particolare:

  • ci deve essere un’unica massa ereditaria
  • ci devono essere più eredi
  • l’eredità deve essere impartita per quote ideale e non per beni singolarmente assegnati

Se nel testamento lasciato dal defunto sono state chiaramente indicate le suddivisioni in porzioni corrispondenti alle rispettive quote, i beni vengono attribuiti direttamente ai coeredi, senza che si verifichi una comunione ereditaria e quindi senza l’esigenza di ricorrere alla conseguente divisione.

Le tipologie di divisione ereditaria

La comproprietà può essere spezzata ricorrendo a tre diverse metodologie:

  • divisione contrattuale: mediante un accordo privato tra i soggetti coinvolti 
  • divisione giudiziale: in tribunale di fronte a un giudice
  • divisione testamentaria: rispettando eventuali indicazioni lasciate dal defunto in un testamento

La divisione contrattuale 

Gli eredi se si trovano in una situazione pacifica nella quale riescono a trovare da soli un accordo, possono procedere alla redazione di un contratto attraverso il quale si attribuiscono reciprocamente una parte dei beni rientranti nel cosiddetto asse ereditario, tenendo presente il valore proporzionale di tutte le quote.

Con una divisione di questo tipo i coeredi si trasformano in proprietari esclusivi di una parte del bene in comune o di singoli beni rientranti nella comunione.

Tale contratto per essere valido deve essere fatto tra tutti gli eredi, includendo anche eventuali successori a titolo universale.

Se nella trattativa è coinvolto un incapace è necessaria, però, l’autorizzazione del giudice.

Se il bene in oggetto è un immobile è necessario che il contratto abbia una forma scritta e che venga autenticato da un notaio.

La divisione giudiziale

Nel caso in cui i coeredi non riescano a trovare degli accordi, risulta impossibile stipulare un contratto privato ed è necessario rivolgersi a un giudice per stabilire i diritti di ciascuno.

Sono in realtà previsti due tipo di procedimento:

  • una divisione giudiziaria ordinaria: se gli eredi non concordano sulle modalità della divisione 
  • un divisione a domanda congiunta: se non è presente alcuna controversia ma c’è la volontà di seguire un procedimento più veloce per determinare la formazione dei lotti da assegnare a ciascuno attraverso una proprietà esclusiva

La divisione testamentaria 

Come abbiamo già accennato, nel testamento lasciato dal defunto ci potrebbero essere indicazioni particolare sulle modalità di divisione dei beni.

A questo proposito si possono distinguere due casi:

  • una divisione testamentaria regolata: se il testatore ha previsto dei criteri per dividere in porzioni determinati beni. In questo caso si tratta comunque di comunione ereditaria, ma si devono rispettare le indicazioni scritte per procedere alla divisione.
  • una divisione testamentaria diretta: se il defunto aveva già pensato a dividere l’eredità in porzioni corrispondenti alle rispettive quote. I beni vengono quindi attribuiti subito ai rispettivi eredi nel momento in cui viene aperta la successione. Sono previsti dei conguagli nel caso in cui a uno dei soggetti sia stata corrisposta una quota superiore a quanto previsto dalla legge. Può anche accadere che per alcuni beni sia stata determina una divisione e per altri ci sia una comunione ereditaria, quindi bisogna analizzare il testamento di volta in volta.

Gli effetti della divisione ereditaria

Con la conclusione dei procedimenti per la divisione, i singoli proprietari possono beneficiare dei loro beni come se non ci fosse mai stata una comunione ereditaria. 

Ciò significa che se il coerede vende un bene prima della sua corretta divisione, la vendita può essere considerata efficace solo al termine dei procedimenti per dividere le quote in modo esatto, cioè nel momento in cui risulta essere l’unico proprietario.

EREDITÀ TESTAMENTO SUCCESSIONI DIRITTO DI FAMIGLIA E SUCCESSIONI
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