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Certificato medico sportivo: è sempre obbligatorio?

di Redazione avvocato360
Certificato medico sportivo: è sempre obbligatorio?

Il certificato medico sportivo viene rilasciato per dimostrare che un determinato soggetto è idoneo a poter praticare un’attività sportiva, sia a livello agonistico che amatoriale. Ma quando è davvero obbligatorio?

In molti si chiedono se sia davvero necessario dovere presentare un certificato per iscriversi in palestra. Può capitare infatti che, un soggetto decida di dedicare alcuni mesi a rimettersi in forma soprattutto dopo avere esagerato con il cibo durante le festività o per avere una forma fisica perfetta durante l’estate.

Si tratta di attività svolte in modo sporadico, quindi non abitualmente, ma solo in determinati periodi quando ci sono esigenze particolari. La palestra, tuttavia, chiede lo stesso di presentare il documento per l'idoneità. SI tratta di una richiesta legittima?

E’ necessario sapere che la legge distingue le attività sportive in varie tipologie, che prevedono obblighi differenti. Vediamo, quindi, di descrivere nelle prossime righe come si deve procedere in base allo sport che si desidera praticare.

Cos’è il certificato medico sportivo?

Il certificato medico sportivo serve per dimostrare l’idoneità fisica di un soggetto che intende svolgere un’attività fisica. Viene rilasciato in seguito ad una visita che può essere effettuata dal medico di base o da quello dello sport. Quest’ultimo, in particolare lavora in struttura pubbliche o private ed ha una specializzazione o un attestato specifico in materia.

In genere era obbligatorio avere tale documento per potere praticare qualsiasi attività sia a livello amatoriale che professionistico, secondo quanto stabilito da norme del 1982, tuttavia il decreto ministeriale del 2013 ha introdotto alcune novità.

Le nuove regole non sono piaciute a tutti gli addetti ai lavori. Per questo motivo succede che alcuni titolari di strutture, come palestre o centri sportivi chiedano dei certificati anche se non è obbligatorio per legge.

Il documento ha, comunque, una validità di un anno a partire dalla data del rilascio. Per essere valido deve contenere le seguenti informazioni:

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  • indicazione del medico
  • generalità del richiedente
  • risultati della visita
  • oggetto della certificazione
  • data e luogo di rilascio
  • timbro e firma del medico

Ad ogni modo è necessario capire che il legislatore ha previsto regole diverse a seconda delle seguenti tipologie:

  • attività sportiva agonistica
  • attività sportiva non agonistica
  • attività ludico-motoria

Nella maggior parte dei casi è necessario effettuare una visita per certificare l’idoneità fisica, ma ci sono delle eccezioni.

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Attività ludico motoria

Rientrano in questa categoria le persone che non sono tesserate presso società sportive, che svolgono attività finalizzate al benessere psico-fisico. Gli esercizi di fitness in palestra, la danza, lo jogging, la frequentazione di una piscina, giocare a calcetto o a tennis vengono inquadrate in questa categoria.

Ad ogni modo è indispensabile che le suddette attività non siano esercitata in merito a gare o competizioni.

Esse possono essere svolte liberamente, senza la necessità di dimostrare l'idoneità. Ovviamente, ogni persona, può chiedere un parere medico prima di iniziare lo sport, ma solo per sicurezza personale, dato che non è richiesta alcuna idoneità.

In tal senso non vengono considerate molti diverse una corsa fatta la mattina o la sera in città, per mantenersi in forma, dagli esercizi presso una palestra.

E’ stata tolta l’obbligatorietà di una certificazione nel 2013 con il decreto Balduzzi. Alcune strutture, tuttavia, continuano a chiederlo per consentire ai soggetti di iscriversi, per tutelarsi da eventuali imprevisti. Come abbiamo detto, infatti, le novità normative non sono state accolte in modo positivo da tutti.

In particolare il certificato medico sportivo può avere una funzione assicurativa in caso di infortuni.

Si può ottenere la certificazione da un professionista iscritto all’Albo, sia che si tratti di medico dello sport, che di base.

Nel primo caso è quasi sempre richiesto un pagamento di circa 40 euro, anche se l’importo esatto varia da regione a regione. Nel secondo caso, invece, in genere viene rilasciato gratuitamente.

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Attività agonistica 

Se un soggetto svolge in modo continuativo un determinato sport ed è tesserato presso una federazione o ente riconosciuto dal Coni, significa che sta svolgendo un’attività agonistica.

In tal caso il certificato medico sportivo è obbligatorio, e deve essere necessariamente rilasciato dal medico dello sport, dopo una accurata ed approfondita visita specialistica che può comprendere esami del sangue, delle urine, test respiratorio, test visivo ed elettrocardiogramma sotto sforzo.

Oltre ad essere obbligatorio, esso è anche a pagamento, ed il prezzo come abbiamo accennato varia da regione a regione. Ma non solo la certificazione ha un prezzo, infatti bisogna pagare anche la visita.

Ad ogni modo la cifra può essere inserita tra quelle in detrazione dal reddito, dato che si tratta di spese mediche.

Va però precisato che:

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  • quando un tesserato partecipa a manifestazioni sportiva di particolare intensità, ad esempio percorsi podistici superiori a 20 km, granfondo di ciclismo, nuoto o sci, ci possono essere particolari accertamenti ritenuti idonei dal medico, dato lo sforzo fisico che dovrà essere fatto
  • non è necessario il certificato medico sportivo per le lezioni scolastiche di educazione fisica, anzi è necessaria la certificazione nel caso in cui lo studente fosse impossibilitato a partecipare per problemi di salute.

Attività non agonistica

Per le seguenti attività sportive:

  • quelle organizzate dalle scuole in orario extra scolastico, o parascolastiche
  • Giochi della Gioventù, ad esclusione della fase finale
  • soggetti che pur essendo tesserati non sono considerati degli atleti agonisti

è necessario il certificato medico sportivo, rilasciato dalla medicina dello sport e con validità annuale.

Per chiarire, va detto che, in genere l’attività sportiva non agonistica è quella svolta dai tesserati, quindi organizzata da:

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  • Coni
  • società affiliate ad un federazione nazionale, come la Figc nel calcio o Fit per il tennis
  • una disciplina associata, come la Fasi per l’arrampicata sportiva
  • un ente riconosciuto dal Comitato olimpico nazionale

E’ evidente, quindi, la differenza con le attività ludico-motorie, effettuate in modi del tutto libero.

Ai tesserati viene chiesto il certificato medico sportivo, con delle eccezioni, ovvero i seguenti soggetti sono esonerati:

  • i dirigenti
  • soggetti che non devono svolgere attività pesanti da un punto di vista fisica, come i giocatori di bridge

Volendo riassumere possiamo dire che soggetti che frequentano centri sportivi saltuariamente senza essere tesserati non sono obbligati a presentare una certificazione, tutti gli altri si.

Come abbiamo già sottolineato, comunque, può succedere che venga richiesto tale documento anche a chi non è obbligato secondo la legge. Alcune strutture, infatti, per evitare problemi e incorrere in responsabilità future inerenti ad eventuali incidenti, effettuando sempre delle visite mediche, a pagamento.

Fonti normative

  • Decreto Balduzzi 2013
  • Decreto del Ministro della Sanità 18.02.1982.

  • DIRITTO DELLO SPORT
  • CERTIFICATO MEDICO SPORTIVO
  • MEDICO COMPETENTE