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Contributo unificato tributario: cos’è e quando si paga?

Il contributo unificato tributario dal 2011 ha sostituito tutte le imposte che precedentemente si dovevano pagare per intraprendere un ricorso presso la Commissione tributaria. Il pagamento deve essere fatto quando viene depositato l’atto giudiziario.

Un soggetto ha la possibilità di opporsi a un provvedimento di natura tributaria che considera illegittimo o infondato. L’atto ricevuto può essere impugnato entro 60 giorni dalla notifica. 

In merito a ciò, bisogna considerare che, negli ultimi anni sono stati fatti alcuni cambiamenti sostanziali, tra i quali il pagamento di un unico contributo, che sostituisce totalmente tutte le imposte che si dovevano pagare negli anni passati, e l’obbligo delle procedura telematica a partire dal 1 luglio 2019.

Cerchiamo quindi di capire, attraverso il seguente articolo, il funzionamento delle procedure di diritto tributario, fornendo un quadro completo, utile per tutti coloro che intendono effettuare un ricorso presso la Commissione tributaria.

Cos’è un contenzioso tributario?

A volte può accadere che, un privato cittadino o un’azienda, ricevano degli avvisi di accertamento o cartelle esattoriali che risultano essere errate o infondate. Risulta ovvio che gli interessati hanno il diritto a procedere contestando gli atti notificati.

Per effettuare il ricorso, però, è necessario rispettare i termini previsti dalla legge, cioè 60 giorni a partire dalla data di notifica. Tale operazione ha un costo, definito “contributo unificato tributario”, che dal 2011 ha sostituito tutte le tasse che si pagano prima, come ad esempio l’imposta di bollo. La cifra può variare in base al valore del contenzioso, ed è stabilita attraverso apposite tabelle.

Inoltre, il 15 ottobre scorso è stato approvato il decreto legge 119/2018 che introduce l’obbligo del processo telematico a partire dal 1 luglio 2019. E’ necessario, quindi, informarsi e chiedere informazioni al proprio avvocato tributarista per capire come procedere.

Innanzitutto prima di decidere se intraprendere o meno la strada legale, va valutato se essa è davvero conveniente, tenendo in considerazione le varie spese da sostenere e il reale valore del contenzioso. A tal proposito solamente il professionista più esperto ed onesto sarà in grado di consigliare accuratamente il cliente.
Va comunque considerato che la Giustizia Tributaria rappresenta un settore particolare del diritto, ed è caratterizzata da propri organi e gradi di giudizio. Essi sono:

  • le Commissioni Tributarie Provinciali (CTP), che rappresentano il primo grado di giudizio
  • le Commissioni Tributarie Regionali (CTR), che rappresentano il secondo grado di giudizio
  • la Corte di Cassazione, che rappresenta il terzo grado di giudizio

Quindi, il primo passo da fare è quello effettuare il ricorso presso la Commissione Provinciale. Va sottolineato che, il cittadino può difendersi da solo, senza la necessità di un legale rappresentante fino a un contenzioso di tremila euro.

La richiesta può essere fatta anche telematicamente, indicando:

  • l’atto da impugnare
  • la richiesta di annullamento o rimborso
  • le motivazioni
  • restituzione delle cifre spese

La contestazione deve, comunque, essere notificata all’ente che ha emesso l’atto. A tal proposito va precisato che, se la cifra in questione non supera i 50 mila euro è obbligatorio allegare una richiesta di mediazione, cioè un tentativo di risolvere il problema in modo stragiudiziale.
Solamente se l’accordo non va a buon fine è possibile depositare l’atto per il ricorso.

Come anticipato, chi fa la richiesta presso la Commissione competente deve sostenere il pagamento del contributo unificato tributario.

Il processo tributario telematico

Il decreto legislativo 119/2018 prevede l’obbligo del Processo Tributario Telematico (PTT), a partire dal 1 luglio 2019. Quindi, i soggetti che intendono intraprendere un contenzioso dovranno depositare gli atti telematicamente.

Il legislatore introducendo tale cambiamento ha voluto rendere la procedura più veloce e snella, semplificando l’intero procedimento per garantire una diminuzione della durata dei processi, e alleggerire così la macchina della giustizia.

La digitalizzazione delle varie fasi, quindi della notifica, del deposito e del ricorso, rappresenta una rivoluzione per il diritto italiano e una opportunità per rendere i sistema più moderno e adatto a soddisfare le esigenze odierne. Inoltre, i documenti potranno essere consultati dalle parti in qualsiasi momento, con una maggiore trasparenza, grazie al servizio “Telecontenzioso”.

Le nuove procedure consentono una riduzione dei costi relativi alla gestione cartacea dei documenti, occupando il personale in altre attività di segreteria più utili. Secondo le stime ci sarà un risparmio di circa 5 milioni di euro.

Ad ogni modo i soggetti che non sono obbligati a difendersi con un avvocato, non sono obbligati a scegliere tale modalità, ma sono liberi di optare per il metodo che ritengono più opportuno.

Cos’è il contributo unificato tributario?

Nei paragrafi precedenti abbiamo chiarito il funzionamento di un contenzioso e di un processo inerenti alla notifica di avvisi di accertamento o cartelle esattoriali illegittime o infondate, ora analizzeremo i costi relativi all’avvio del procedimento.

Dal 2011, a seguito della modifica del “Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia”, il costo relativo al deposito degli atti giudiziari è rappresentato dal contributo unificato tributario, che ingloba tutte le voci presenti negli anni passati, come ad esempio l’imposta di bollo. In altre parole si tratta di un versamento che deve essere fatto nel momento del deposito dell’atto introduttivo del giudizio presso la Commissione competente.

L'ammontare del contributo dipende dal valore della controversia e viene stabilito attraverso determinate tabelle, che prevedono ad esempio i seguenti costi:

  • 30 €: se le controversie non superano 2.582,28 euro
  • 60 €: per controversie tra 2.582,28 e 5.000 euro
  • 120 €: se non è possibile determinare un valore preciso o se è compreso tra 5.000 e 25.000 euro
  • 250 €: per controversie tra i 25.000 e 75.000 euro
  • 500 €: per controversie tra 75.000 e 200.000 euro
  • 1500 €: se il valore supera i 200.000 euro

Quando si paga il contributo unificato tributario?

Il contributo unificato tributario deve essere pagato per i ricorsi principali e incidentali, in particolare per i seguenti atti e provvedimenti:

  • ricorso e appello principale
  • appello incidentale
  • riassunzione della causa a seguito di rinvio da parte della Corte di Cassazione
  • istanza di revocazione
  • opposizione di terzo
  • ricorso in ottemperanza

Non deve essere pagata alcuna imposta invece per:

  • istanza di sospensione della sentenza di primo grado
  • istanza di correzione materiale della sentenza
  • riassunzione del processo dichiarato sospeso o interrotto 
  • istanza di regolamento preventivo di giurisdizione

Il contributo si applica per ciascun grado di giudizio, e può essere pagato attraverso modalità diverse.

Si può optare per il versamento tramite modello F23, tramite la banca o le Poste, indicando:

  • codice tributo: 171T
  • descrizione: "Contributo unificato di iscrizione a ruolo nel processo tributario - Art. 9 del D.P.R. 30 maggio 2002, n° 115"
  • il codice dell’ufficio o ente indicato alla Commissione Tributaria

Metodi alternativi possono essere il contrassegno, che si può acquistare presso le tabaccherie, o un versamento diretto sul conto corrente postale n° 1010376927, intestato a "Tesoreria di Viterbo - Contributo Processo Tributario art. 37 D.L. 98/2011".

Inoltre il contributo può essere pagato online, attraverso servizi di home banking.

Si tratta di un ulteriore cambiamento messo in atto con lo scopo di rendere i procedimenti più snelli e veloci, evitando di allungare eccessivamente i tempi per questioni burocratiche come il pagamento di tributi. In Italia, lo sappiamo bene, la macchina della giustizia è spesso intasata e bloccata a causa dei numerosi processi in atto. La via telematica e un metodo più semplice per il pagamento delle tasse rappresentano dei passi in avanti per risolvere il problema.

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