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Opzione donna: cos’è e come funziona?

Opzione donna è un regime sperimentale che prevede una pensione anticipata per le lavoratrici che rispettano alcuni particolari requisiti anagrafici e contributivi. Chi ne ha effettivamente diritto? E’ una scelta vantaggiosa? Come si presenta la domanda?

Ultimamente sono stati messi in atto diversi cambiamenti per quanto riguarda le pensioni nel nostro Paese. Da quota 100 alla possibilità di ritirarsi dal lavoro in modo anticipato, con questo articolo cerchiamo di fare il punto sulla questione.

In particolare focalizzeremo la nostra attenzione sulla nuova possibilità data alle lavoratrici attraverso la cosiddetta Opzione donna, che capire se si tratta davvero di una scelta vantaggiosa.

In sostanza chi non può ancora accedere alla pensione di vecchiaia, che per il biennio 2019 - 2010 è prevista a 67 anni, può beneficiare di altre possibilità, se possiede tutti i requisiti previsti dalla nuova legge.

Si tratta di un provvedimento provvisorio, messo in atto per verificare se può trattarsi di una soluzione utile per molte donne che hanno l’esigenza di smettere di lavoro in anticipo rispetto ai tempo previsti. Uno dei motivi potrebbe essere la necessità di dedicarsi alla famiglia, o il desiderio di portare avanti alcuni passioni.

In ogni caso, è necessario conoscere come funziona effettivamente questa opzione, per capire se può essere davvero vantaggiosa.

Cos’è Opzione Donna?

Opzione Donna è un sistema che consente ad alcune lavoratrici, in possesso di determinati requisiti specifici di andare in pensione in modo anticipato rispetto a quanto previsto dalla norma generale, ovvero a 67 anni per il 2019 e il 2020.

Non si tratta di una novità, dato che l’opportunità è stata introdotta per la prima volta nel 2004 con la legge Maroni e poi successivamente inserita nella Legge Fornero, prorogata nel 2017 e anche dall’ultimo governo. Nella legge di BIlancio 2019, infatti, è stata inserita nuovamente,

Il cosiddetto “regime sperimentale donna”; come sarebbe più corretto definirlo, consente alle lavoratrici femminili di potere accedere al pensionamento di anzianità con dei requisiti più favorevoli rispetto a quelli standard.

Innanzitutto per potere accedere a tale regime è necessario essere iscritte all’assicurazione generale obbligatoria, a fondi esclusivi o sostitutivi, con contributi alla data del 31 dicembre 1995.
Non è invece consentito l’accesso all’Opzione donna a chi è iscritta alla Gestione Separata Inps, e intende conteggiare tali contributi per ottenere il beneficio.

Ma procediamo con ordine, cercando di capire nel prossimo paragrafo quali sono tutti i requisiti obbligatori per potere usufruire di tale possibilità.

Quali sono i requisiti per Opzione Donna?

Il pensionamento anticipato per le lavoratrici è davvero una opportunità? Proviamo ad analizzare in quali casi può essere richiesto e quali sono i requisiti per accedere.

La legge permette alle donne di ritirarsi dal lavoro prima dell’età stabilita per la pensione di anzianità. Se la norma prevede che un soggetto possa ritirarsi dalla vita lavorativa a 67 anni, per il 2019 e 2020, alle donne viene concessa la possibilità di smettere di lavorare:

  • a 58 anni compiuti se sono lavoratrici dipendenti 
  • a 59 anni compiuti se sono lavoratrici autonome

Tali requisiti devono essere maturati entro il 31 dicembre 2018, ma non sono sufficienti da soli, dato che è obbligatorio avere maturato almeno 35 anni di contributi.

Quindi, sostanzialmente, che si tratti di una dipendente del lavoro pubblico o privato, non ha importanza, in quanto le regole non cambiano. La cosa importante è avere compiuto almeno 58 anni di età entro il 2018 e avere maturato almeno 35 anni di contributi. Perciò è necessario che la donna sia nata entro il 31 dicembre 1960. 

Per quanto riguarda le autonome o con contribuzione mista, devono avere almeno 59 anni entro il 2018.
Va sottolineato che in questo caso non si applicano gli adeguamenti alla speranza di vita.

Ad ogni modo dal momento in cui maturano i requisiti è necessario attendere un periodo di tempo prima di ottenere la liquidazione prevista. Tale periodo viene definito come “finestra”. 

Si tratta di attendere:

  • 12 mesi le per dipendenti
  • 18 mesi per le autonome

Le donne che lavorano a scuola, invece, devono aspettare il 1 settembre di ogni anni, dato che si applica la finestra annuale.

Ma quali contributi sono validi per il conteggio?

Per arrivare a 35 anni contributivi viene valutata la contribuzione accreditata al netto dei periodi di disoccupazione e di malattia non integrata. 

Come funziona Opzione Donna?

Fino ad ora abbiamo visto i requisiti per accedere a Opzione Donna, ma cosa avviene esattamente a chi ne ha diritto?
Come ben sappiamo, lo Stato non regala nulla, quindi la possibilità di ritirarsi dal lavoro prima del previsto, prevede di dare in cambio qualcosa.
Per ottenere tale beneficio, infatti, deve essere applicato un ricalcolo contributivo della pensione, spesso molto penalizzante, che può determinare in alcuni casi anche un taglio del 30%.

Ma come si effettua esattamente il calcolo?

Per determinare l’importo si utilizza soltanto il sistema contributivo, ovvero si considerano soltanto i contributi accreditati, oltre all’età pensionabile. Vengono applicati i coefficienti di trasformazione in base all’età, per convertire il montante contributivo in pensione.

Dopo la maturazione dei requisiti al 31 dicembre 2018, è possibile fare domanda per ottenere Opzione Donna, in qualsiasi momento, rispettando le finestre che abbiamo descritto nelle righe precedenti. La cosiddetta cristallizzazione dei requisiti, prevede che il diritto rimanga invariato anche se la normativa dovesse cambiare.

Detto ciò risulta evidente che andare in pensione in modo anticipato può essere interessante, soprattutto se la lavoratrice in questione deve far fronte a particolari esigenze familiari o personali, ma bisogna considerare bene se ne vale la pena.

Un taglio del 30% non è di poco conto, quindi, è indispensabile ragionare bene sulle effettive necessità e sui pro e contro della scelta.

Come fare domanda per Opzione Donna?

Una volta analizzati i requisiti e i reali vantaggi nell’andare in pensione prima del tempo previsto, è importante capire come procedere con la relativa domanda.

Opzione donna può essere richiesta attraverso online, grazie alla nuova procedura telematica presente nel sito dell’Inps. In pratica è sufficiente accedere con l’identità digitale Spid, o con il Pin. Dopo l’accesso bisogna seguire il seguente percorso: Prestazione e Servizi, Pensione “Opzione donna”, accedi al servizio.

Si deve poi procedere compilando la sezione relativa ai dati anagrafici e altre informazioni inerenti alla pensione.

Chi non si sente a proprio agio con le procedure informatiche, può utilizzare i classici canali per presentare la domanda.
Ad esempio è possibile contattare il Contact Center al numero 803164 da rete fissa o 06164164 da mobile. Oppure si può optare che un’assistenza totale presso un Patronato autorizzato.

Opzione donna 2023: aggiornamento della Legge di Bilancio

L'Opzione Donna, come stabilito nella legge di bilancio 2023, prevede una proroga del regime sperimentale per il 2023, ma con nuovi requisiti. Le lavoratrici dipendenti e autonome possono accedervi in determinate condizioni. La domanda di pensione, secondo il metodo contributivo, può essere presentata quando le lavoratrici soddisfano i requisiti. La decorrenza e la durata dell'assegno pensionistico dipendono da diversi fattori, tra cui l'età, il numero di figli e il grado di disabilità, pari o superiore al 74%. Inoltre, le lavoratrici che assistono persone disabili conviventi, definiti caregivers, possono accedere all'Opzione Donna. Questo regime si applica sia al settore pubblico che a quello privato, ma solo se le lavoratrici sono licenziate o dipendenti in aziende con tavolo di crisi aperto presso il Ministero, in conformità con la legge Maroni. La legge 241/1990 regola i termini ordinari di accesso alla pensione. L'età di accesso è fissata a 60 anni per entrambe le categorie di lavoratrici, con la possibilità di un anticipo di un anno per ogni figlio, fino a un massimo di due figli: 58 anni per chi ha avuto due o più figli. 59 anni per chi ha avuto un figlio.

DIRITTO DEL LAVORO PENSIONE OPZIONE DONNA
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