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Imputato: chi è e quando assume tale status?

L’imputato è un soggetto rinviato a giudizio, quindi considerato potenzialmente colpevole di avere commesso un reato, a seguito delle indagini preliminari svolte dalla polizia giudiziaria. Durante il processo penale, verranno esaminate le prove e le dichiarazioni di testimoni per arrivare alla sentenza

Quando una persona viene denunciata per avere commesso un reato, tramite una querela di parte, o d’ufficio se si tratta di fatti molto gravi, si avvia un lungo procedimento che potrebbe durare anche anni, per verificare se effettivamente è colpevole.

A differenza di quanto avviene nelle cause civile, nei processi penali lo Stato interviene in prima persona per garantire la sicurezza dei cittadini. In caso contrario molti reati resterebbero impuniti, magari per la paura di ritorsioni. 

Ad ogni modo la prima fase consiste nello svolgimento di indagini preliminari, per verificare se esistono delle prove in grado di “incastrare” il responsabile. In caso positivo si effettua il cosiddetto rinvio a giudizio, ed è proprio in questo momento che il soggetto diviene a tutti gli effetti un imputato, cioè accusato di avere commesso un reato.

Cos’è il diritto penale?

Nel nostro Paese i reati sono disciplinati dalle norme del diritto penale, che regolano svariati comportamenti ritenuti particolarmente gravi dal legislatore, e puniti attraverso condanne più severe rispetto a quelle previste del diritto civile o amministrativo.

In particolare gli illeciti civili, cioè inerenti a liti tra privati, prevedono un risarcimento danni, e lo Stato si limita a giudicare i fatti in maniera imparziale, secondo quanto previsto dalle norme di riferimento.

I confini tra reati e illeciti amministrativi, invece, non sono sempre rilevabili a priori, è necessario quindi di volta in volta verificare come è stato interpretato dal legislatore, consultando i vari codici.

Prima di capire, quindi, chi è un imputato, è importante analizzare cosa si intende per reato, nel nostro ordinamento giuridico. Innanzitutto va precisato che si tratta di comportamenti che rientrano nell’ambito del diritto penale, ritenuti particolarmente gravi dallo Stato. Infatti i colpevoli hanno la fedina penale sporca, nel senso che il fatto viene riportato nel casellario giudiziario.

Possono essere di due tipologie:

  • contravvenzioni: punite con l’arresto o l’ammenda
  • delitti: considerati più gravi e puniti con la multa o la reclusione.

Possiamo notare, quindi, che i reati vengono puniti con una limitazione della libertà personale, mentre altri tipi di illeciti prevedono il pagamento di pene pecuniarie.

Ad ogni modo prima di diventare a tutti gli effetti un imputato, quindi sottoposto a giudizio, un individuo deve essere denunciato e devono iniziare le cosiddette indagini preliminari per capire se ci sono gli elementi necessari per procedere.

Il procedimento per arrivare a una sentenza di condanna o assoluzione, è molto lungo, e composto da varie fasi specifiche. La posizione del presunto responsabile cambia in base all’avanzamento dei vari step. All’inizio egli è un indagato, per poi diventare un indagato e in seguito alla sentenza colpevole o innocente.

Le fasi del procedimento penale

Come abbiamo accennato sopra, per arrivare a una sentenza sono necessari diversi step, durante i quali sono coinvolte diverse parti:

  • il Pubblico Ministero: è l’organo designato dallo Stato per valutare se sono state infrante le leggi, e decidere quali pene infliggere ai colpevoli in base alle norme contenute nel codice penale. Ha il compito di trovare della prove d’accusa per potere incriminare il responsabile di un determinato fatto.
  • il difensore: l’avvocato penalista che deve curare gli interessi dell’imputato
  • il Gip: ovvero il giudice per le indagini preliminari, che deve essere imparziale per controllare che le indagini vengano svolte correttamente.
  • la parte civile: in alcuni casi i soggetti danneggiati potrebbero chiedere un risarcimento danni
  • la persona offesa

Ma vediamo di analizzare le varie fasi del procedimento penale, per capire esattamente quando il soggetto diventa un imputato:

  • la notizia del reato: il fatto viene “iscritto” in appositi registri a seconda che sia stato denunciato a carico di ignoti, persone note, sia una notizia anonima o non costituisca un reato
  • le indagini preliminari: il PM e la polizia giudiziaria cercano delle prove in merito ai fatti, per verificare se ci sono i presupposti per potere procedere. In genere si tratta di una fase segreta. Durante questa fase il soggetto è un indagato.
  • l’archiviazione o il rinvio a giudizio: in base alle prove trovate può essere richiesta l’archiviazione al giudice se la notizia viene considerata infondata, oppure ci può essere il rinvio a giudizio se gli elementi a disposizione sono sufficienti per supportare l’accusa. Da questo momento il soggetto è un imputato.
  • l’udienza preliminare: il processo vero e proprio inizia con la prima udienza, durante la quale l’avvocato penalista e il PM discutono su come procedere, ad esempio decidendo il rito abbreviato o un patteggiamento.
  • il dibattimento: ovvero la discussione vera e propria, durante la quale vengono esposti i fatti,analizzate le prove e interrogati i testimoni
  • la sentenza: il giudice decide in merito alla colpevolezza dell’imputato

Chi è l’imputato?

Dopo avere visto i vari step necessari per potere arrivare a una sentenza finale, risulta più facile comprendere chi è un imputato.

Una definizione viene data dall’art. 60 del codice di procedura penale:

Assume la qualità di imputato la persona alla quale è attribuito il reato nella richiesta di rinvio a giudizio, di giudizio immediato, di decreto penale di condanna, di applicazione della pena a norma dell'articolo 447 comma 1, nel decreto di citazione diretta a giudizio e nel giudizio direttissimo.​La qualità di imputato si conserva in ogni stato e grado del processo, sino a che non sia più soggetta a impugnazione la sentenza di non luogo a procedere, sia divenuta irrevocabile la sentenza di proscioglimento o di condanna o sia divenuto esecutivo il decreto penale di condanna.

Da quanto possiamo leggere, viene definito imputato un soggetto che è stato rinviato a giudizio, nei confronti del quale il PM ha esercitato un’azione penale, chiedendo che venga processato e giudicato da un giudice.

La qualità di imputato si conserva per tutta la durata del processo, fino alla condanna definitiva o assoluzione. Essa rimane tale anche per quanto il secondo e terzo grado di giudizio, quindi il ricorso presso la Corte d’Appello e Cassazione.

​Differenza tra indagato e imputato

Analizzando tutto ciò che abbiamo descritto fino ad ora, è evidente che un soggetto assume diversi “titoli” nel corso di un procedimento penale, in particolare può essere:

  • indagato
  • imputato
  • colpevole o innocente

L’indagato è un individuo iscritto presso i registri tenuti presso la Procura della Repubblica. Le indagini preliminare svolge dalla polizia giudiziaria sono utili per definire se è possibile procedere in giudizio o meno. Si tratta di una fase coperta dal segreto, quindi è molto probabile che nemmeno il diretto interessata sia a conoscenza del suo status.

Soltanto se devono essere compiuti atti per i quali è necessaria la presenza di un difensore, l’indagato deve essere informato. A tal scopo deve essere inviato il cosiddetto “avviso di garanzia” al soggetto, cioè un documento per metterlo al corrente della situazione, e per dargli modo di preparare la difesa, con un avvocato penalista.

.Dopo il rinvio a giudizio, come abbiamo visto, l’indagato diventa un imputato e viene sottoposto al processo. Perciò volendo semplificare possiamo dire che, un imputato è un soggetto verso il quale sono state trovate delle prove o degli indirizzi di colpevolezza che devono essere analizzati e discussi di fronte a un giudice.

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